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Borghi medievali


Innumerevoli sono i castelli, le rocche, le torri che svettano sulle alture più rilevanti della nostra Ciociaria e ancora i loro resti ci parlano di un passato di lotte, di conquiste, di alterne vicende nelle fasi di egemonia e decadenza. Posta in un punto di demarcazione fra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie, confinante con Roma, sede del potere temporale dei Papi e con le potenti dinastie feudali che si alternarono nelle conquiste delle fertili vallate, la Ciociaria fu territorio di scontro. I Conti dei Marsi, di Ceccano, di Aquino e poi i Caetani e i Colonna dominarono questa scena medioevale e le nostre contrade. Queste famiglie si uniscono, si confondono e lottano con genti straniere che invadono le nostre terre: ed ecco Enrico IV, Roberto il Guiscardo, Ruggero II e poi Federico Barbarossa e Tancredi e Federico II e Manfredi e Carlo d’Angiò. Fanno parte del patrimonio storico della Ciociaria possenti figure di Papi: Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV, Bonifacio VIII. E da non dimenticare è la grandezza storica, culturale e artistica dell’Abbazia di Montecassino con i grandi abati Aligerio, Desiderio, Odorisio, Roffredo dell’Isola e i possedimenti della Terra Sancti Benedicti. Ancor prima però di questo turbolento periodo le minacce delle invasioni barbariche, i Longobardi, Saraceni avevano determinato la necessità di fortificare i primi insediamenti, che spesso risalivano agli antichi abitanti della regione (Volsci, Sanniti, Romani).

Ecco così sorgere i CASTRA, cioè città fortificate, sedi delle milizie, con le possenti cinta di mura; essi servivano a bloccare le vie di accesso al nemico assalitore da posizioni geografiche di preminenza o a resistere agli attacchi furiosi. Nel punto più alto sorgeva la ROCCA, estremo baluardo. Stazioni di avvistamento erano costituite dalle TORRI, che spesso, con opportune segnalazioni, servivano a collegare fra di loro le varie fortezze. Le torri avevano anche funzione di difesa, specie quelle costruite in pianura, lungo il corso dei fiumi, chiamate “Torri di Mola”, perché dovevano proteggere i mulini necessari a provvedere il pane quotidiano delle povere popolazioni. Nei punti strategici più importanti sorgeva il CASTELLO. Elemento essenziale del castello era il “mastio”, cioè una torre molto alta dalla quale si poteva sorvegliare le cinta, i terreni esterni ed i cortili interni ed ultimo rifugio per la difesa. Nei secoli che vanno dal VII al X fu anche la rude abitazione del castellano, che qui amministrava la giustizia. Solo in seguito fu costruito, quale dimora e difesa del signore feudale il “Palazzo” che, dapprima semplicissimo, si andò via via ampliando ed ornando. Con l’imponenza della sua costruzione serviva a dimostrare tutta la sua potenza e a scoraggiare le pretese territoriali dei prepotenti vicini. Ma nel corso dei secoli le lotte si placarono e il governo concentrato nelle mani di pochi principi rese inutili tanti piccoli fortilizi ormai inadeguati anche alle nuove necessità di difesa, createsi con l’introduzione delle artiglierie. Molti castelli furono perciò abbandonati e caddero in rovina, ma altri si trasformarono in palazzi ducali, dimora fastosa degli ultimi Signori. Concediamoci del tempo in più per respirare profondamente l’essenza di questi luoghi, che hanno mantenuto viva, nel tempo, la loro autenticità.